Educazione Cosmica

Il termine «educazione cosmica» fu usato da Maria Montessori per la prima volta intorno al 1935 […] Con la sua visione cosmica Montessori provò a incarnare le risposte alle domande dei bambini sulle interconnessioni presenti sulla Terra, che creano ordine sul nostro Pianeta. Il termine deriva dal greco kosmos e significa «ordine, armonia nell’universo». Siccome i bambini dai 6 ai 12 anni hanno la necessità di percepire, vivere ed esplorare questo ordine, Montessori scelse il termine sopra citato e iniziò a elaborare un principio educativo per questa fascia d’età. Il mondo e l’universo rappresentano un grande ordine, nel quale ogni elemento ha un compito cosmico. Per Maria e Mario Montessori l’obiettivo primario fu quello di generare un senso d’appartenenza a questo grande mondo a e di fornire le chiavi necessarie per riuscire a interpretarlo. Per questo motivo l’ambiente preparato si distingue chiaramente da quello di una casa dei bambini. Non troviamo più la torre rosa o altro materiale sensoriale, perché i bisogni dei bambini sono ben altri

Ogni lavoro o contenuto che ora propone l’insegnante ha lo scopo di mostrare l’orizzonte cosmico. Non si parte da minuscoli dettagli, ma dal tutto creando un panorama dal quale partire. Ogni dettaglio scoperto deve essere messo in relazione con il tutto. Per questo l’insegnante montessoriano non può “insegnare” solamente una o due materie, ma tutte. Altrimenti come possiamo proporre ai bambini una visione unitaria, nella quale tutto è connesso?

Nel libro Come educare il potenziale umano (2007), viene descritto il piano cosmico. Secondo Montessori esiste un piano che regola e caratterizza/determina l’intero universo, sia le cose animate, sia quelle inanimate. Tutte le cose esistenti seguono una spinta interna e ogni individuo con le sue caratteristiche fa parte di questo piano. Noi adulti abbiamo bisogno di una grande visione delle cose per capire e riconoscere che tutte le creature e tutte le cose nella loro vasta varietà sono sottoposte al piano centrale dell’universo. Il vasto piano cosmico può essere paragonato a un grande ambiente domestico. Tutte le attività che sono svolte al suo interno vengono suddivise e distribuite agli agenti cosmici. Il nostro mondo è come un’organizzazione, dove tutto quello che in essa esiste deve eseguire incarichi specifici e ha il suo compito cosmico. Gli agenti cosmici sono dappertutto ne facciamo parte anche noi quindi includono la natura animata e inanimata.

Ogni agente, sia minuscolo che grande, segue il suo ordine o la sua missione, quindi ognuno ha un compito speciale all’interno del piano cosmico. Pensiamo, ad esempio, alle piante: mentre soddisfano il loro bisogno primario di cibo con del sole e l’acqua, producono il loro nutrimento, cioè zucchero, ed eseguono il loro compito all’interno del piano cosmico, che è quello di produrre ossigeno in modo tale da far si che sulla Terra ci possa essere vita. La possibilità di ogni agente cosmico di svolgere il proprio compito dipende anche da altri agenti. Questo porta a un’organizzazione, specializzazione e divisione del lavoro cosmico. L’educazione cosmica ha lo scopo di far riconoscere ai bambini del secondo piano di sviluppo (6-12 anni n.d.r.) quest’organizzazione e di comprendere il funzionamento del mondo. In questo modo i bambini si renderanno conto che esiste una vasta gamma di relazioni che si esprimono in interdipendenze […] I bambini comprendono che le interrelazioni e le interdipendenze spiegano il funzionamento della Terra. Questo permette loro di sviluppare una grande visione delle cose e del mondo intero. L’insegnante montessoriano deve dare cibo all’immaginazione in modo che gli alunni capiscano i fenomeni astratti della Terra. Colonna il passare del tempo i bambini svilupperanno un senso di gratitudine per il lavoro degli agenti cosmici, scopriranno che anche loro fanno parte della natura e avranno il desiderio di dare il proprio contributo e di diventare attivi.

[…] Durante il loro percorso formativo I bambini comprendono che ogni fenomeno naturale ha un compito cosmico. Prima o poi ogni bambino si chiederà: qual è il mio compito cosmico? Qual è il compito cosmico dell’intera umanità? Quando l’insegnante racconta storie su vari personaggi del passato e del loro prezioso contributo alla vita umana, i bambini si chiederanno: che contributo possiamo dare per rendere migliore la vita di tutte le persone.

[…] L’insegnante ora non è più l’anello di collegamento fra il bambino e il materiale, ma fra il bambino e l’intero universo. Per questo l’adulto non può più restare in disparte a osservare, ma deve essere attivo e gettare tanti semi d’interesse, quindi presentare contenuti di ogni genere quotidianamente, perché, specialmente nella fascia d’età dai 6 ai 12 anni, la mente dei bambini accoglie con entusiasmo ogni nuovo contenuto. Ma quanto bisogna seminare? La stessa Montessori fu molto chiara: «Se mi chiedete quanta semente può essere seminata, la mia risposta è: “Il più possibile” (Montessori, 2007, p.16)

(Daniel Motta, “L’educazione cosmica come risposta ai bisogni dei bambini della scuola primaria”, in S. Coluccelli, S. Pietrantonio, Il metodo Montessori oggi, Trento 2017, pp. 76-87)

In una scuola che applica il metodo Montessori, in qualunque paese del mondo e quali che siano le direttive nazionali rispetto ai curricoli scolastici dei vari ordini e gradi di istruzione, si propone ai bambini della scuola primaria un vero e proprio curricolo di educazione cosmica, i cui contenuti sono di tipo interdisciplinare e forniscono una precisa cornice concettuale a tutti gli argomenti di “cultura”.   

Si potrebbe definire l’educazione cosmica montessoriana come un’educazione interdisciplinare e globale, che offre uno sguardo integrato sui fenomeni naturali e umani, legando il cosmo alla Terra e questa alla vita e alle sue trasformazioni, e poi alla storia umana. 

Perciò collocando la proposta di educazione cosmica nel contesto della scuola italiana, potremmo dire che i suoi contenuti ricadono principalmente nelle discipline: storia (e religione), scienze (intendendo questa disciplina come un grande contenitore dove si trovano la chimica, la geologia, l’astronomia, la biologia, e più specificamente la botanica e la zoologia) e infine geografia.

Nel piano cosmico della cultura tutte le scienze (rami di apprendimento) possono essere collegate, come raggi luminosi che scaturiscono tutti da un unico centro di interesse, che chiarifica, facilita e promuove tutte le conoscenze (Montessori, 1991, p. 38).

L’educazione cosmica ha lo scopo di educare il bambino a realizzare e a soddisfare curiosità di ogni specie, che nascono in lui quando comincia a prendere coscienza delle cose che lo circondano e desiderare di conoscere le cause e gli effetti, ossia quando la mente sente il bisogno di penetrare nelle cose della realtà. Educazione cosmica significa dare ai bambini la possibilità di fare esperienza sul mondo in modo chiaro, completo ed approfondito, valorizzando allo stesso tempo la comprensione delle relazioni. In questo modo i bambini sviluppano una visione ecologica e responsabile del mondo, ne colgono la complessità e la bellezza e se ne sentono parte come soggetti attivi. L’educazione cosmica è allo stesso tempo una filosofia, una strategia di insegnamento, una modalità di apprendimento ed un’indicazione metodologica (Cfr. PTOF Scuola Primaria Montessori di Bergamo).

Potremmo affermare che il curricolo cosmico proposto come risposta al “periodo sensitivo della cultura” proprio del bambino della scuola primaria, trasforma la scuola in un’officina che mette i saperi e le discipline al servizio della conoscenza del “tutto”. (A.T.S.)

 

 

Cartellone impressionistico delle interdipendenze tra mondo organico e inorganico
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